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mercoledì 8 maggio 2019

DIAGNOSI VIA WHATSAPP?


Pazienti sono sempre più arroganti, maleducati e pretenziosi che pretendono di sapere già tutto perché lo hanno letto su Internet e che magari vogliono (pretendono?) una diagnosi via Whatsapp". 
Il quotidiano di Treviso riporta diversi episodi: un paziente che ha fatto irruzione nello studio di un medico mentre stava visitando perché "non voleva aspettare", uno che minaccia denunce di continuo e uno che ha chiesto una diagnosi dermatologica via Whatsapp. 

Molti medici hanno scelto di lasciare il lavoro grazie a Quota 100 perché non ce la fanno più: sia la professione medica che infermieristica sta diventando sempre più difficile da svolgere. Dobbiamo ammetterlo: il rapporto con il paziente è cambiato. E di questo devono rendersi conto anche le istituzioni sanitarie che sempre più spesso impongono invece che dialogare.

Si parla (troppo) spesso di malasanità: e di mala-educazione non ne vogliamo parlare?

Fonte: clicca qui

venerdì 3 maggio 2019

UN'INFERMIERA A NEW YORK


Si chiama Veronica Pasha, è un'infermiera. Alle 5:00 lascia il suo appartamento nel Queens per prendere un autobus alle 6:15 am e alle 7:00 è a NewYork-Presbyterian, dove lavora come Registered Nurse (i nostri infermieri magistrali). È il suo primo lavoro nella divisione per la salute di donne e bambini. Lo scorso autunno è stata "promossa" a senior nurse ed è quella che viene definita "float nurse" il che significa che lavora in tutte le unità della sua divisione. È anche esaminatore forense per le violenze sessuali in Pronto Soccorso (tre turni al mese si occupa di aggressioni sessuali e vittime di violenza domestica). Ma com'è il lavoro di una Registered Nurse in questo ospedale? 

ORE LAVORATIVE 
13 turni mensili, ogni turno è 12,5 ore (dalle 7:30 alle 20:00). Ma capita di rimanere più a lungo e tre dei suoi 13 turni mensili devono essere di sabato o di domenica.  I turni sono pianificati con circa 45 giorni di anticipo il che aiuta la vita privata ma attenzione: l'anzianità è sicuramente la cosa più importante. Ottieni la prima scelta di vacanze pertanto se sei molto giovane... scegli per ultimo. 

I TURNI
Inizia tra le 7 e le 7:15 e sceglie il suo paziente per la giornata. Poi iniziano le consegne, momento in cui i colleghi, medici e infermieri si incontrano per rivedere la condizione di ciascun paziente. Si passa ogni paziente indicato sulla lavagna e si fa il punto della situazione. E ogni infermiere organizza un piano di assistenza personale e dedicato.

LO STIPENDIO
Pasha viene pagata a ore e gli straordinari vengono pagati una volta e mezza la paga oraria di base. "Per ogni anno in cui lavori nella posizione in cui ti trovi, ottieni un aumento". E se ricevi una promozione ottieni un aumento sulla tariffa oraria. La paga varia molto in base alla città: a New York, il salario medio di una Registered Nurse è di $83.665 (75.000€ circa), a Chicago $66.322 e a Los Angeles $87.648. Prendere una laurea in infermieristica presso il College costa circa $37.000 mentre un master $60.000 (53.000€). In tutto questo il NewYork-Presbyterian dove Pasha lavora l'ha aiutata a finanziare la sua formazione (anche se sempre di prestiti si tratta e che quindi dovranno essere restituiti). 

martedì 23 aprile 2019

IL VACCINO PER I PAZZI


Il vaccino contro il morbillo fa parte di quello che chiamiamo "trivalente": un insieme di virus attenuati (insieme a quello della parotite e della rosolia). Questo tipo di vaccino (trivalente) è efficace e sicuro tanto che non viene più prodotto il vaccino monovalente (fonte: AIFA) o per lo meno in Italia il vaccino non esiste. Ma perchè In Italia il vaccino monovalente non esisterà mai?

Perché, di base, i vaccini monovalenti hanno solo svantaggi: sei iniezioni (invece di due) ergo maggiori rischi di "ascessi, infezioni e mille altri problemi". È quindi doveroso ridurne il numero. Inoltre, la 'somministrazione monovalente' distanzia tra loro di diverse settimane le singole vaccinazioni e quindi il bambino sarebbe protetto molto più tardi. Ma se per assurdo, in Italia, il vaccino fosse presente? Sarebbe prodotto prodotto in in piccolissima scala e quindi meno sicuro rispetto ai vaccini che sono invece prodotti e somministrati a milioni di persone (pertanto ogni minimo problema si vede subito e può essere quindi controllato e risolto). 

Ecco perchè come dice Burioni "[...] il vaccino monovalente non esiste, non esisterà mai e se mai per assurdo esistesse, solo un pazzo se lo farebbe iniettare o lo inietterebbe a suo figlio (vedi ultimo ragionamento)".

venerdì 19 aprile 2019

"INFERMIERE PROFESSIONALE" E I BRIVIDI LUNGO LA SCHIENA


"Chi parla male, pensa male e vive male. 
Bisogna trovare le parole giuste: le parole sono importanti!"
(cit.)

Il fatto che non esista più la figura dell’infermiere professionale e che oggi siamo tutti infermieri non è semplicemente una questione di parole. E' una questione di mentalità. Oltre al fatto che c'è anche stato il passaggio da collegio ad ordine delle professioni infermieristiche (ma non apro parentesi su questo punto). Se per primi noi come professionisti non riconosciamo quello che siamo come possiamo pretendere che lo faccia la società? 
E' dal 1994 (con l'individuazione del campo di attività e responsabilità dell’infermiere e abrogazione del mansionario nel 1999) che non esiste più l'infermiere professionale e che si è chiarito come l’infermieristica sia una professione (non una mansione) complessa, basate su conoscenze specifiche e evidenze che portano non solo "a fare punture" ma anche a essere responsabili della tutela e promozione della salute, sia individuale che collettiva.

Ecco perchè ho brividi lungo la schiena quando ancora oggi sento frasi come "me lo ha ordinato il medico" o leggo nelle consegne "su ordine medico". O peggio ancor "io eseguo quello che mi dicono di fare". A colleghi così dico di combattere per il ripristino del mansionario: almeno sarete tutelati su quello che potete o non potete fare. Come delle perfette marionette.

martedì 16 aprile 2019

NUOVO CODICE DEONTOLOGICO, PROBLEMI VECCHI?


"Il tempo di relazione è tempo di cura"
Art. 4

Approvato dalla FNOPI il testo definitivo del nuovo codice deontologico degli infermieri.

Alcune considerazioni.

La prima è che sulla pagina FNOPI si legge che che il nuovo CD è stato deliberato "in costante contatto con i propri iscritti, per suggerire modifiche e integrazioni fino all'ultimo momento. [...] erano state avviate consultazioni on line tra gli iscritti, audizioni e incontri in tutta Italia per una più ampia condivisione del testo, anche con rappresentanti religiosi e di associazioni." Mi ritengo una che si tiene informata ma io (e non sono la sola) non sapeva e non ha mai saputo nulla. E' possibile? Quando sono state fatte queste consultazioni online? E le modifiche? Mi sento un'idiota ma io cado giù dal pero. Sono l'unica?

La seconda è che dopo 10 anni gli infermieri hanno un nuovo codice deontologico che (pare) sia in grado di garantire il corretto operato della nostra professione. Da una prima lettura noto che è stato (finalmente) abolito il vecchio art. 49 che tanto ha sempre dato una libera interpretazione alle aziende favorendo il demansionamento e sono stati introdotti tre articoli che mi hanno colpito molto favorevolmente (in realtà sono più di due quelli che mi hanno sorpresa...).

Art. 3: l’infermiere cura e si prende cura della persona assistita, nel rispetto della dignità, della libertà, dell’eguaglianza, delle sue scelte di vita e concezione di salute e benessere, senza alcuna distinzione sociale, di genere, di orientamento della sessualità, etnica, religiosa e culturale. Si astiene da ogni forma di discriminazione e colpevolizzazione nei confronti di tutti coloro che incontra nel suo operare

Art. 13: l'infermiere  può fornire consulenza e si parla di infermieri esperti e specialisti ("L’Infermiere agisce sulla base del proprio livello di competenza e ricorre, se necessario, alla consulenza e all’intervento di infermieri esperti o specialisti. Presta consulenza ponendo i suoi saperi e abilità a disposizione della propria e delle altre comunità professionali e istituzioni").

Art. 14: l’infermiere che rilevi uno stato di alterazione di natura psicofisica di un professionista o di altro operatore nelle sue funzioni, a qualunque livello di responsabilità, si adopera per proteggere e tutelare le persone assistite, la professione e il professionista, anche effettuando le opportune segnalazioni.

Per l'art. 13 mi aspetto (ma non ci spero) che sia un segnale anche per un riconoscimento economico. Per l'art. 14, visto che si parla di "qualunque livello di responsabilità" mi aspetto (ma non ci spero) che sia il preambolo per non essere più obbligati a subire e sorbire umori altalenanti di colleghi più anziani, coordinatori e dirigenti.

Me lo aspetto ma non ci spero.
Stupitemi.

lunedì 15 aprile 2019

IL MIO PIU' GROSSO PROBLEMA


Ho letto questo post su Facebook e mi ha colpito molto.

"[...] il più grosso problema della mia professione non sono demansionamento, salti di riposo o altro.
No, il più grosso problema è la maleducazione e la presunzione di troppa gente. Poca o tanta che sia, è troppa. Perché io posso anche accettare di cambiare un pannolone o altro, pur sapendo che ci sono figure preposte. Fare questo gesto, a me, non fa sentire meno infermiere.
Ma ricevere insulti ogni giorno, offese, a volte minacce, sentirsi dire sempre come fare il proprio lavoro, da chi si occupa di tutt'altro nella vita e che non ha la minima competenza per farlo, logora.
Ripeto, non sto facendo la vittima, faccio questo lavoro da troppi anni per fare la vittima, ho le spalle abbastanza larghe. Ma è come un rubinetto che perde, che continua a buttar giù una goccia dopo l'altra e il rumore ti entra nelle orecchie, ti logora dentro.
Alle volte penso che certa gente meritebbere che nessuno decida più di fare il medico, l'infermiere, l'oss, ecc... Poi quando non ci saranno più, si renderanno conto della nostra importanza, dell'importanza delle nostre conoscenze e del nostro tempo.
Ma non è giusto, verso chi già porta rispetto, verso chi sa porsi e relazionarsi, verso noi stessi che amiamo ciò che facciamo. Nonostante tutto".

Nonostante tutto. Appunto.

lunedì 8 aprile 2019

NO VAX OUT, PLEASE!


Rockland, New York: viene dichiarato lo stato di emergenza in seguito a una grave epidemia di morbillo (in gran parte concentrata nella comunità ebraica ultra-ortodossa) ed è vietato ai bambini non vaccinati l'accesso agli spazi pubblici, dopo che sono stati confermati 153 casi di malattia. La violazione sarà punibile con una multa di 500 dollari e fino a 6 mesi di carcere. La decisione è stata presa dopo altri focolai della malattia a Washington, in California, nel Texas e in Illinois. 

I vaccinati negli USA sono costantemente diminuiti perchè molti genitori si oppongono per motivi filosofici o religiosi tanto che nella contea newyorkese i tassi di vaccinazione fra i giovani non raggiungono il 50%.

Il governatore di Rockland afferma che "Questa è una crisi di salute pubblica ed è ora di dare l'allarme" e sottolinea come gli ispettori sanitari abbiano incontrato "resistenza" alla vaccinazione da parte di alcuni residenti: una resistenza "inaccettabile e irresponsabile" e che ha portato alla decisione (senza precedenti) di vietare a tutti gli 'under 18' non vaccinati di recarsi in spazi come scuole, centri commerciali, ristoranti e luoghi di culto.

A.D. 2019. New York. 
Ma l'ignoranza non ha patria.

Fonte: leggi qui


venerdì 29 marzo 2019

(RI)ANIMAZIONE DI CORSA


Sara, infermiera.
Michele, anestesista. 
Bedrana, anestesista.

Milano, 24 marzo 2019. Stramilano. 15° km. Delle urla. "Un medico! Un medico!". Sara si ferma subito. Si fermano anche Michele e Bedrana. Iniziano il massaggio cardiaco. SUBITO. Poi ambulanza e l'automedica. Defibrillatore. 30:2. Via io, via tu, via tutti. Di corsa (manco a dirlo) al Policlinico dove in serata il paziente "stava bene" ed era cosciente.

I tre runner soccorritori decidono di finire la corsa scortati fino al traguardo in piazza Castello annunciati dallo speaker e attesi dalla folla.

Fonte: leggi qui

giovedì 28 marzo 2019

PERCHE' COMANDANO GLI INCOMPETENTI?


FONTE: leggi qui

Ho letto questo articolo che mi ha fatto molto pensare. Certo non è solo rivolto all'ambito sanitario ma trovo che calzi particolarmente a questo settore. Sentirsi più preparati e ed essere pronti per una promozione ma poi... il posto viene dato ad altri. E questi altri (ha ragione l'autore!) sono spesso l’incarnazione di “Sotto il vestito niente” quando ci sono persone (magari meno carismatiche e comunicative) ma che sotto il vestito scopri essere fantastiche: il problema è che non hanno la "self confidence" sufficiente. 

Su questo tema, lo psicologo Tomas Chamorro-Premuzic ha scritto un libro dove si pone due domande: perché è così facile per i maschi alfa incompetenti diventare leader? e perché è così difficile invece per persone competenti, donne competenti e i maschi beta, avanzare nella carriera?

La conclusione è questa: la maggior parte delle aziende identifica il potenziale di leadership con "alcuni tratti di personalità distruttivi tipici dei maschi alfa" (eccesso di sicurezza in sé e narcisismo) che possono essere utili per essere leader ma diventano un vero e proprio problema se queste persone arrivano al comando.

Ma il peggio deve ancora venire: secondo l'autore il sistema premia l’arroganza (rispetto all’umiltà) e il parlare a voce alta rispetto alla saggezza. Chi non rientra in questo stereotipo (alcune donne e i cosiddetti maschi beta), non diventa leader (e mai lo diventerà) nonostante abbia tutte le competenze e potrebbe essere un leader migliore rispetto al maschio alfa che tutti identifichiamo come “il” leader.

Un esempio chiarificatore: Roger Federer quando vinse il suo ottavo titolo a Wimbledon, dichiarò che il suo segreto "la sua sicurezza in sé". Ma Federer unisce alla sua self-confidence anche una capacità di giocare a tennis straordinaria. Quanti "leader" hanno la stessa sicurezza in sé di Federer ma senza averne le competenze nascondendo con efficacia un vero e proprio vuoto pneumatico? Quanti?