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mercoledì 8 maggio 2019

DIAGNOSI VIA WHATSAPP?


Pazienti sono sempre più arroganti, maleducati e pretenziosi che pretendono di sapere già tutto perché lo hanno letto su Internet e che magari vogliono (pretendono?) una diagnosi via Whatsapp". 
Il quotidiano di Treviso riporta diversi episodi: un paziente che ha fatto irruzione nello studio di un medico mentre stava visitando perché "non voleva aspettare", uno che minaccia denunce di continuo e uno che ha chiesto una diagnosi dermatologica via Whatsapp. 

Molti medici hanno scelto di lasciare il lavoro grazie a Quota 100 perché non ce la fanno più: sia la professione medica che infermieristica sta diventando sempre più difficile da svolgere. Dobbiamo ammetterlo: il rapporto con il paziente è cambiato. E di questo devono rendersi conto anche le istituzioni sanitarie che sempre più spesso impongono invece che dialogare.

Si parla (troppo) spesso di malasanità: e di mala-educazione non ne vogliamo parlare?

Fonte: clicca qui

martedì 16 aprile 2019

NUOVO CODICE DEONTOLOGICO, PROBLEMI VECCHI?


"Il tempo di relazione è tempo di cura"
Art. 4

Approvato dalla FNOPI il testo definitivo del nuovo codice deontologico degli infermieri.

Alcune considerazioni.

La prima è che sulla pagina FNOPI si legge che che il nuovo CD è stato deliberato "in costante contatto con i propri iscritti, per suggerire modifiche e integrazioni fino all'ultimo momento. [...] erano state avviate consultazioni on line tra gli iscritti, audizioni e incontri in tutta Italia per una più ampia condivisione del testo, anche con rappresentanti religiosi e di associazioni." Mi ritengo una che si tiene informata ma io (e non sono la sola) non sapeva e non ha mai saputo nulla. E' possibile? Quando sono state fatte queste consultazioni online? E le modifiche? Mi sento un'idiota ma io cado giù dal pero. Sono l'unica?

La seconda è che dopo 10 anni gli infermieri hanno un nuovo codice deontologico che (pare) sia in grado di garantire il corretto operato della nostra professione. Da una prima lettura noto che è stato (finalmente) abolito il vecchio art. 49 che tanto ha sempre dato una libera interpretazione alle aziende favorendo il demansionamento e sono stati introdotti tre articoli che mi hanno colpito molto favorevolmente (in realtà sono più di due quelli che mi hanno sorpresa...).

Art. 3: l’infermiere cura e si prende cura della persona assistita, nel rispetto della dignità, della libertà, dell’eguaglianza, delle sue scelte di vita e concezione di salute e benessere, senza alcuna distinzione sociale, di genere, di orientamento della sessualità, etnica, religiosa e culturale. Si astiene da ogni forma di discriminazione e colpevolizzazione nei confronti di tutti coloro che incontra nel suo operare

Art. 13: l'infermiere  può fornire consulenza e si parla di infermieri esperti e specialisti ("L’Infermiere agisce sulla base del proprio livello di competenza e ricorre, se necessario, alla consulenza e all’intervento di infermieri esperti o specialisti. Presta consulenza ponendo i suoi saperi e abilità a disposizione della propria e delle altre comunità professionali e istituzioni").

Art. 14: l’infermiere che rilevi uno stato di alterazione di natura psicofisica di un professionista o di altro operatore nelle sue funzioni, a qualunque livello di responsabilità, si adopera per proteggere e tutelare le persone assistite, la professione e il professionista, anche effettuando le opportune segnalazioni.

Per l'art. 13 mi aspetto (ma non ci spero) che sia un segnale anche per un riconoscimento economico. Per l'art. 14, visto che si parla di "qualunque livello di responsabilità" mi aspetto (ma non ci spero) che sia il preambolo per non essere più obbligati a subire e sorbire umori altalenanti di colleghi più anziani, coordinatori e dirigenti.

Me lo aspetto ma non ci spero.
Stupitemi.

lunedì 15 aprile 2019

IL MIO PIU' GROSSO PROBLEMA


Ho letto questo post su Facebook e mi ha colpito molto.

"[...] il più grosso problema della mia professione non sono demansionamento, salti di riposo o altro.
No, il più grosso problema è la maleducazione e la presunzione di troppa gente. Poca o tanta che sia, è troppa. Perché io posso anche accettare di cambiare un pannolone o altro, pur sapendo che ci sono figure preposte. Fare questo gesto, a me, non fa sentire meno infermiere.
Ma ricevere insulti ogni giorno, offese, a volte minacce, sentirsi dire sempre come fare il proprio lavoro, da chi si occupa di tutt'altro nella vita e che non ha la minima competenza per farlo, logora.
Ripeto, non sto facendo la vittima, faccio questo lavoro da troppi anni per fare la vittima, ho le spalle abbastanza larghe. Ma è come un rubinetto che perde, che continua a buttar giù una goccia dopo l'altra e il rumore ti entra nelle orecchie, ti logora dentro.
Alle volte penso che certa gente meritebbere che nessuno decida più di fare il medico, l'infermiere, l'oss, ecc... Poi quando non ci saranno più, si renderanno conto della nostra importanza, dell'importanza delle nostre conoscenze e del nostro tempo.
Ma non è giusto, verso chi già porta rispetto, verso chi sa porsi e relazionarsi, verso noi stessi che amiamo ciò che facciamo. Nonostante tutto".

Nonostante tutto. Appunto.