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lunedì 15 aprile 2019

IL MIO PIU' GROSSO PROBLEMA


Ho letto questo post su Facebook e mi ha colpito molto.

"[...] il più grosso problema della mia professione non sono demansionamento, salti di riposo o altro.
No, il più grosso problema è la maleducazione e la presunzione di troppa gente. Poca o tanta che sia, è troppa. Perché io posso anche accettare di cambiare un pannolone o altro, pur sapendo che ci sono figure preposte. Fare questo gesto, a me, non fa sentire meno infermiere.
Ma ricevere insulti ogni giorno, offese, a volte minacce, sentirsi dire sempre come fare il proprio lavoro, da chi si occupa di tutt'altro nella vita e che non ha la minima competenza per farlo, logora.
Ripeto, non sto facendo la vittima, faccio questo lavoro da troppi anni per fare la vittima, ho le spalle abbastanza larghe. Ma è come un rubinetto che perde, che continua a buttar giù una goccia dopo l'altra e il rumore ti entra nelle orecchie, ti logora dentro.
Alle volte penso che certa gente meritebbere che nessuno decida più di fare il medico, l'infermiere, l'oss, ecc... Poi quando non ci saranno più, si renderanno conto della nostra importanza, dell'importanza delle nostre conoscenze e del nostro tempo.
Ma non è giusto, verso chi già porta rispetto, verso chi sa porsi e relazionarsi, verso noi stessi che amiamo ciò che facciamo. Nonostante tutto".

Nonostante tutto. Appunto.

venerdì 22 marzo 2019

L'INFERMIERE IMPROPRIO


Il monito è chiaro: basta utilizzare la qualifica di infermiere in modo improprio. E a dirlo è l'ordine FNOPI. Obiettivo è tutelare la professione, soprattutto per evitare che si danneggi il rapporto di fiducia con i cittadini. Perchè anche se in un fatto di cronaca il protagonista è (incidentalmente) un infermiere la professione nulla ha a che fare con l’atto compiuto. Continuare a ribadire l’appartenenza ad una categoria professionale come fosse un “marchio” crea uno stato di sfiducia nel rapporto col cittadino. Come fare di tutta l'erba un fascio, insomma. 

Questo quanto chiaramente scritto da FNOPI al Ministro della Salute, Giulia Grillo. "L'infermiere è il professionista laureato responsabile dell'assistenza infermieristica al paziente che esplica con interventi autonomi tecnico scientifici attraverso una complessa presa in carico". Ma questo non giustifica che certi reati vengano identificati con una categoria invece che con la persona che li ha compiuti. 

Tutto prende spunto da due fatti di cronaca: il primo dove si parlava di un’infermiera invece che di un’operatrice sociosanitaria (confusione di ruoli ormai diventata un’abitudine) e il secondo relativo a un'infermiera a cui sono stati attribuiti dalla Magistratura "atti sessuali con minorenne e cessione di stupefacente" (tutto non in ambito professionale ma privato).