mercoledì 3 aprile 2019

FAKE NEWS E MEDICINA: LA CONOSCENZA CI SALVERA'

Tre esempi (vaccinazioni, malattie cardiovascolari, cancro) per porre attenzione sull’importanza della valorizzazione dello studio della paleopatologia e della medicina darwiniana in ambito medico come strumento conoscitivo e comunicativo.

"I tre esempi successivi permetteranno di comprendere come un approccio storico-paleopatologico alla materia trattata consentirebbe di evitare gravi errori di calcolo, contribuendo in maniera decisiva ad arginare la prorompente diffusione delle pseudoscienze in campo medico".

Vaccinazioni
Si narra che Napoleone Bonaparte abbia acconsentito al rilascio di alcuni prigionieri perchè la richiesta arrivava dal grande medico Edward Jenner che nel 1796 aveva introdotto la vaccinazione contro il vaiolo. Questa pratica permise di combattere efficacemente un nemico terribile sostituendo la precedente (e più pericolosa) forma di immunizzazione, la variolizzazione, introdotta da Lady Mary Wortley Montagu. Quello che fece Napoleone fu un punto di svolta nella lotta contro gli agenti patogeni e un cambio di mentalità ed approccio clinico: non si cura più ex post ma si agisce prima che l’organismo entri in contatto con l’agente patogeno fornendo strumenti di difesa (anticorpi). 
Sono passati più di 200 anni e nonostante il vaiolo sia stato ufficialmente eradicato nel 1980 siamo testimoni di teorie "fallaci e pericolose" che stanno seminando uno scetticismo 'fondato' su frasi come "i vaccini producono effetti avversi per la salute umana", "i vaccini sono ormai inutili giacché le malattie infettive scompaiono da sole [...]" oppure "i vaccini causano autismo".
Ed ecco che ci troviamo di nuovo di fronte a un’epidemia di morbillo, in seguito alla quale si contano nel solo 2017 41.000 casi di cui 37 decessi (8).

Malattie cardiovascolari
Sbaglia chi pensa che siano un "nuovo prodotto" di questi anni da imputare a ritmi stressanti, diete ipercaloriche, processi degenerativi: le malattie cardiovascolari sono sempre esistite. Studi su mummie egizie e corpi imbalsamati hanno permesso di dimostrare presenza di aterosclerosi di grado avanzato e simili insulti vascolari a carico dell’arteria mesenterica superiore (Horus Study che ha preso in esame un numero elevato di mummie). Uno studio multidisciplinare condotto sulla mummia del sacerdote riminese don Giovanni Arcangeli (1751) "ha dimostrato come pochi anni prima del decesso fosse già rimasto invalido a causa di un ictus" (diminuita densità ossea corticale a livello dell’arto affetto da paralisi evidenziata all’esame TAC, per fare un esempio). 

Cancro
Prima di tutto che in passato il cancro fosse meno frequente può essere spiegato sia "per la mancanza di casistiche accurate che per le moderne forme di inquinamento e agenti cancerogeni" ma dobbiamo anche pensare che che sono diminuite le malattie infettive che è oggi possiamo curare con gli antibiotici o le vaccinazioni. Di conseguenza è stata effettuata una selezione nei confronti delle malattie, tra cui il cancro. Un esempio: l’osteoma del seno frontale è stato accertato essere presente in resti umani antichi del 100 a.C. e in resti umani nell’Antico Egitto. "Il cancro ha, quindi, sempre accompagnato la specie umana nel corso della sua storia, in forme molto simili a quelle odierne, pur variando nella sua epidemiologia".

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